Il peritoneo è il sacco sieroso che contiene tutti i visceri addominali.
La causa principale della peritonite è la perforazione interna del tratto gastrointestinale, che porta alla contaminazione della cavità addominale con succhi gastrici e con batteri intestinali.
Ma anche un'ulcera non curata e perforata, un cancro, una colecistite, una malattia infiammatoria intestinale, se non curate, possono complicarsi in peritonite.
La peritonite può avere forma acuta, subacuta e cronica.
La peritonite cronica si presenta come complicanza infettiva a lenta progressione, come nella forma di peritonite tubercolare o nella peritonite batterica spontanea del paziente ascitico con cirrosi epatica.
La maggior parte dei pazienti con quadro di peritonite tende a restare in posizione fetale per ridurre il dolore. La parete addominale è di solito rigida, il dolore può essere locale o diffuso; i pazienti presentano per lo più nausea, vomito, febbre e tachicardia.
Poiché l'appendice è la continuazione vermiforme del cieco, di lunghezza media 9 cm e diametro 4-7 mm, siccome è così piccola, la sua infiammazione ed infezione, se non curate prontamente, irritano ed infettano con facilità il peritoneo circostante, dando la peritonite.
Sintomi di appendicite acuta sono:
dolore addominale, periombelicale o alla bocca dello stomaco, che poi si irradia in basso a destra;
dolore continuo, sordo, ingravescente.
All'inizio ci possono essere scariche di diarrea. Se c'è perforazione e quindi peritonite il dolore diventa più acuto e intenso e diffuso a tutto l'addome, ci può essere febbre e tachicardia.
I segni clinici della peritonite acuta sono: il dolore, la contrattura della parete addominale e la febbre.
La peritonite è già una complicanza frequente dell'appendicite acuta. Se non trattata per tempo può dare ulteriori complicanze sistemiche (cioè generali e di altri organi) molto gravi: shock pressorio e sepsi generalizzata.
Gli esami ematologici possono evidenziare, tra gli altri, gli aumenti dell'ematocrico (per perdita di liquidi), dell'azotemia, dei globuli bianchi e degli indici di infiammazione e necrosi cellulare (GOT, GPT, LDH), nonché le riduzioni di albumina, sodio e dei fattori di coagulazione del sangue.
Esami strumentali: importante l'Rx diretta addome che mostra uno o più coproliti nella fossa iliaca destra, se è un'appendicite, e aria libera in peritoneo, se c'è stata perforazione appendicolare e peritonite.
La TAC dimostra l'appendice infiammata e l'eventuale ascesso.
L'ecografia è utile, riduce del 10% le appendicectomie inutili ed il ritardo diagnostico: l'appendice normale non si visualizza, è mobile, non se ne riconosce la struttura tubuliforme con lume inferiore a 5 mm. Invece l'appendice infiammata ha ispessimento parietale e ispessimento del lume (piastrone appendicolare).
La terapia dell'appendicite acuta può essere antibiotica o chirurgica. Nella maggior parte dei casi, la terapia della peritonite acuta è l'intervento chirurgico.
Inoltre si cureranno gli eventuali squilibri idro-elettrolitici, la sepsi e lo stato di shock, quando sono presenti.
In caso di peritonite tubercolare cronica o di peritonite batterica spontanea la terapia sarà antibiotica specifica.
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